Cose che pochi winelovers sanno

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Nella mia ancora giovane strada da appassionato di vino ho avuto la fortuna di imbattermi in aziende vitivinicole e persone che mi hanno dato tanto. Non è affatto banale avere un ottimo rapporto con i produttori che ti svelano piccoli trucchi del mestiere. Questo capita dopo anni di rapporti consolidati oppure quando l’amicizia supera i rapporti lavorativi.
No, non farò nomi e cognomi, ne andrò a colpire certi tipi di vino!

Ci son veramente tante premesse da fare quindi mi limiterò a dirvi che qualsiasi cosa troverete scritta qui di seguito sarà smentita a prescindere da chiunque.

Pronti? Partiamo!

Questo l’ho scoperto da poco ed è veramente un “trick”, come direbbero gli sportivi, che non trovi neppure sui libri di enologia. Spesso quando si va ad imbottigliare il vino, viene aggiunta in piccolissima parte polvere di rame. Perché? Perché alla stappatura, al contatto con l’ossigeno, fa fuoriuscire subito i profumi. E’ una tecnica usata veramente da tantissimi e questo crea un gran vantaggio soprattutto nelle competizioni (con vini appena stappati) e per l’immediatezza del prodotto.

E poi noi sommelier definiamo i vini esplosivi!!

Passiamo alla seconda che non tutti sanno, ma che si può perfino dedurre con un po’ di banale curiosità. Molte aziende o produttori non hanno ettari, ne cantina e tantomeno sanno cosa sia la vendemmia. Com’è possibile? Semplicissimo, creano un marchio, acquistano le uve da qualche produttore (spesso piccole realtà senza macchinari) e la porta da un terzo a farle fermentare, affinare ed infine imbottigliare. Questo, tengo a precisare, nel migliore dei casi.

Alcuni (perfino cantine grandi) acquistano il vino già lavorato e lo imbottigliano a proprio nome. Come vi dicevo tutto questo è intuibile con un po’ di curiosità: basta guardare il retro etichetta e leggere se è “prodotto ed imbottigliato dalla stessa cantina o conto terzi. Se vi state chiedendo come sia la qualità finale qui devo essere imparziale.
Spesso chi è bravo a ricercare le uve migliori e a metterle in relazione con bravi “trasformatori” vince. Per questo esistono.

Ok, torniamo sulla terraferma. Escludiamo i racconti sui trucioli, le rifermentazioni con lo zucchero, le quote vendute e quant’altro “possa mettermi guai”.

Parliamo invece dei vini premiati ma introvabili. Sappiamo benissimo che quasi ogni cantina crea diverse linee di etichette così da differenziare i “base” dalle riserve/selezioni (principalmente per il prezzo e i premi ricevuti). Nel corso del tempo abbiamo visto infatti che ad influenzare il mercato sono soprattutto le riviste ed i concorsi che aumentano il prestigio delle aziende e dei loro vini attraverso i riconoscimenti e punteggi elevati.

Quindi? Quindi qualche furbetto ha ben pensato di ideare delle “linee da concorso”. In poche parole creare piccolissime produzioni di vini eccellenti (senza guardare la riproducibilità) che vengano utilizzate solo ed esclusivamente per raccogliere premi. E poi? Poi la cantina appende le foto con punteggi alti, crea interesse in un prodotto che “mi  spiace è già tutto terminato” e può sempre sottolineare che punta sulla qualità (quando magari sforna 2 milioni di bottiglie commerciali).

Forse qualcuno di voi andrà alla prima riga a rileggere tutto dallo stupore, forse qualcun altro non ci crederà..ma queste son solo alcune delle tantissime cose che non vengono raccontate a noi appassionati sinceri winemaker!

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