CORSO DI AVVICINAMENTO ALLA DEGUSTAZIONE

condividi questo articolo su:

Vino e Social? Un argomento mai tanto attuale è quello dell’Un argomento mai tanto attuale è quello dell’impatto dei canali social sul mondo della nostra bevanda alcolica prediletta. della nostra bevanda alcolica prediletta.

Negl’ultimi anni facebook, youtube ma soprattutto instagram hanno messo in comunicazione migliaia di winelovers. La condivisione di foto e video di etichette super ricercate,
blasonate, vini famosi o costosi ha creato un fenomeno di progressiva divulgazione. In alcuni casi il calice, la bottiglia di champagne o la sciabolata son diventati addirittura un simbolo (quello del io bevo vino per cui son figo).

Di questo fenomeno anche i produttori se ne sono accorti, vedendosi arrivare ordini da persone mai state in azienda ma che avevano visualizzato quel prodotto proprio da uno dei loro più stimati “blogger”. Si, chiamali blogger o influencer, non cambia poi molto, alla fine son persone che muovono il mercato.

La gente che non ha una grande conoscenza del mondo vino (ma che gli piace bere bene) si fida… oppure potremmo dire si affida. Decide di delegare l’arduo compito di scegliere le bottiglie a qualcun altro. Del resto non è affatto facile districarsi tra le 78 docg, 341 doc e un’infinità di altri vini importanti allo stesso modo.

Quindi, fanno del bene questi Wine Educator?

In generale si perché ne parlano. La materia gira, le persone vedono il “nostro” splendido mondo che non è solo ostriche e champagne ma è interesse, rapporto con persone e confronto. Son certo che la prima domanda che vi è scaturita leggendo questo articolo è: “ma questi influencer ne sanno o no?”
Come in tutte le cose non è corretto fare d’erba un fascio. In più bisogna distinguere chi lo fa di lavoro e chi no. Leggi anche l’articolo : “retroscena di una vita da sommelier”

Nel primo caso è più facile che la visibilità del blogger sia più importante del suo giudizio. Infatti capita spesso che cantine grandi, commerciali, dai prodotti quotidiani, ingolosiscano con somme elevate questi “professionisti”. Si lo metto tra virgolette non perché non ci sia un enorme lavoro a monte, ma perché vendersi non è mai corretto per chi ti segue e crede nel tuo giudizio. Mia opinione sul buon senso.

Per chi lo fa di passione il discorso cambia.

E’ più probabile imbattersi in veri e propri esperti del vino. Persone con anni di degustazioni alle spalle, che puntano alla ricerca e al condividere solo etichette meritevoli.
Ecco lì abbiamo fatto bingo. Affidarsi a loro spesso risulta la scelta più corretta. Quindi per rispondere alla domanda: no, non tutti quelli che ne parlano sanno di vino o lo hanno studiato abbastanza!

Da umile sommelier, sempre disposto ad imparare vi dirò la mia: il gusto è soggettivo, la qualità di un vino no.

Segui le mie pagine: FACEBOOK

Patrick

Ti è piaciuto questo articolo?
Condividilo su :

Articolo precedente
Roxius Santa Giustina il rifermentato di Raboso!
Articolo successivo
TORNEO DI SCACCHI IN ENOTECA
TAG :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

leggi anche…

Menu